Una piccola precisazione sul pubblico del LinuxDay

Rileggendo il post di prima mi sono accorto di non aver precisato una cosa abbastanza importante.

Nonostante le due giornate di conferenze si siano tenute all’interno del corso di laurea di Scienze dell’Informazione, gli studenti accorsi all’evento sono stati veramente pochi.

La maggior parte dei visitatori infatti era composta da laureati, professionisti e comunque persone esterne al corso. E, se da un certo punto di vista la cosa mi ha fatto piacere in quanto denota che la manifestazione è conosciuta ed apprezzata dagli addetti ai lavori, dall’altro mi ha anche fatto incazzare per il fatto che le nuove leve dell’itc italiano sono un branco di debosciati apatici senza il minimo interesse per quello che studiano.

Una delle cose che più mi ha basito è stato il soggetto che trovando i laboratori di informatica chiusi (per lo sciopero generale) se ne è andato via, senza neanche ascoltare una singola conferenza, esclamando: “me ne vado a casa che tanto non posso giocare”.

A questa marmaglia di giovani informatici non posso che dire: “Bravi! E’ grazie alla vostra presenza che non mi mancherà mai del nuovo lavoro!”

ciuaz

  • non seguo molto scienze dell’informazione, ma pare che negli ultimi anni l’aria sia di smantellamento e appiattimento. Egoisticamente, per noi di scienze vecchia, non è poi cosi male, avremo meno giovani leve che ci potranno fare le scarpe, però è una tristezza immane.

  • non serve arrivare ai linux day o all’università per accorgersene. i 15/23enni di oggi non hanno più lo stimolo e l’interesse che avevamo noi. loro, grazie a noi, hanno il p2p, i giochi crackati, l’ipod, i blog già pronti e i cms tutto bello e pronto. occorrerebbe cercare di trovare qualcosa che stimoli la loro curiosità, mondi mai esplorati…in fondo anche noi parliamo sempre delle stesse cose…forse, invece dei linux day dovremmo organizzare degli ict day…Io personalmente cerco collaboratori per il mio sito da sempre. un sito fatto per passione dell’informatica, senza scopo di lucro, magari non ricchissimo di contenuti, ma ben vengano…cmq ancora cerco…

  • axlwar, ict-day ne ho organizzati ma il risultato non è cambiato… chi viene è normalmente un professionista del settore. Alle nuove leve non interessa imparare cose nuove, pensano che tanto una volta capito come si fa partire linux o come si installa windows si è capito tutto…

    Poi non parliamo dell’università che invece che formare dei professionisti con una certa cultura di base forma a mala pena dei mediocri operai decisamente incolti…

    vabbè.. semplicemente la meritocrazia si è spostata dall’università al lavoro. Non è un mistero che adesso il tasso di assunzione dei laureati breve/nuovo ordinamento sia del 4% contro il 60% dei laureati vecchio ordinamento.

    Le aziende non si fidano di queste nuove leve e non intendono spendere (sperperare?) soldi in formazione che teoricamente non dovrebbe essere necessaria…

  • Magari fosse come dici tu. ok che non lavoro in un azienda informatica ma lavoro in una grande azienda dove il settore informatico è più grande di tante aziende informatiche stesse e tutti i laureati anche e soprattutto vecchio stile non sanno nemmeno usare excel (e parlo magari di laureati in statistica!) questo è l’errore di base, la gente non comprende le potenzialità dell’informatica. Tu, secondo me sei un grande. ma credo che ti rivolga ad un target sbagliato. sei troppo professionale per raggiungere un pubblico di basso livello. non so se riesco a spiegarmi. purtroppo per organizzare eventi degni di tale nome, raggiungendo il target desiderato non bisogna essere solo bravi informatici (in questo caso) ma anche bravi PM, essere dei leader carismatici e avere un buon gruppo di base alle spalle.non mi riferisco a te, sto parlando in generale, me compreso. la cosa più difficile non è comunicare ma trovare le persone a cui comunicare.

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