HP cederà le linee di produzione dei pc?

Come qualcuno di voi avrà letto pare che dopo aver risentito della maledizione Palm (notate come tutte le aziende che comprano Palm o prodotti/marchi di Palm ad un certo punto, a prescindere dalla qualità insita del prodotto, lo dismettano?) HP abbia deciso di non produrre più hardware sul sistema operativo web oriented per eccellenza.

A seguito della notizia ne è arrivata una, a mio parere, più triste: HP sta valutando di dismettere anche la linea di produzione PC.

Se su web si parla molto della scelta come necessaria a seguito del calo di vendite di PC (solo 1 miliardo di $ di marginaltà in più rispetto allo scorso anno) e dell’avvento dell’epoca post-PC. In realtà, a me pare che in ambito professionale il mercato desktop sia tutt’altro che in calo, semplicemente nel mondo home-appassionati si è affiancato un nuovo mercato. Quello della “mobilità” che ha rallentato il normale aggiornamento tecnologico del primo. Giustamente, per un’azienda come HP, la linea di produzione deve essere ammortizzabile e fruttuosa nella somma dei due mercati e da qui la possibile scelta di cederla (così come fece IBM con Lenovo) mantenendo quelle più produttive (non si è parlato infatti di cessioni dei reparti Server e Printing).

Quello che però non tutti hanno notato è che quello che vedremo (e stiamo già vedendo) è una convergenza dei device domestici (pc, cel, tablet, tv, console), dove punto cruciale è la condivisione di informazioni usando servizi cloud in primis, ma anche media server locali (iTunes?). Ed è per questo che tutti i big del settore stanno investendo su questi strumenti a modo loro.

Prendiamo ad esempio Microsoft. Dopo aver investito non pochi soldi nella messa online dei propri prodotti cloud, ha fatto si che i dispositivi mobile si integrassero con il vero prodotto di punta di Redmond: l’X-Box. Inoltre MS ha, finalmente, deciso di investire seriamente in tecnologie web prima testando sul campo ie9/10 per poi annunciare che Win8 supporterà nativamente js ed html5 per il rendering a video e che il futuro sistema operativo nascerà per supportare un ampia fascia di piattaforme. Vedremo quindi, magari per l’utenza domestica, sparire il PC sostitutito da una piattaforma di gaming più avanzata che virtualizzerà il futuro sistema desktop su un terminale dislocato in casa (dal tablet connesso wireless, allo specchio del bagno come in qualsiasi b-movie di fantascienza)?

Apple sta più o meno facendo lo stesso, con iCloud tutti i device in mano ad un utente condivideranno gli stessi dati e le stesse applicazioni. Probabilmente con le perdite di libertà a cui gli utenti Apple ormai non fanno più caso. Se mettiamo in gioco anche un media server (iTunes) sempre più presente e l’interesse, sempre più evidente, verso il gaming abbiamo trovato un pattern simile.

Google, gaming a parte, sta facendo gli stessi passi. Cercando però una via ancora più estrema spostando tutto sui propri servizi.

E’ probabilmente per questi motivi che HP preferisce (oggi) dedicarsi più sui servizi a corredo (ed eventualmente su hardware dedicato allo scopo). Però è anche vero che HP che si ritrova in casa con un sistema operativo che può virtualmente girare su ogni piattaforma (oggi è presente su cellulari, tablet, stampanti e netbook). Facilmente virtualizzabile e distribuibile e per di più basato su standard aperti e con costi di produzione software relativamente bassi. Avrà fatto bene a dismetterlo? Mhh… io non penso… [ma sono anche un Palm-fanboy…].

Resta il fatto che se un produttore di PC di qualità come HP svende il proprio brand ci si ritroverà, in ambito professionale, sempre di più senza scelta riguardo alla qualità (con scelte discutibili sulla grande distribuzione come Asus, Toshiba, Dell) o dell’apertura della piattaforma (Apple).

Brutti tempi quelli di transizione…

ciuaz

  • Mah, non credo molto al pc nello specchio…

    Secondo me la maggior parte degli utenti di piattaforme mobili ha anche bisogno di una piattaforma professionale/desktop per quella volta che ci deve fare vuoi la dichiarazione delle tasse vuoi il compito in classe per gli alunni con le formule matematiche (ogni utente per quanto basico ha bisogno di una sua specifica power-app, questo è uno dei motivi per cui linux non ha mai sfondato neanche nei netbook). E ovviamente in azienda nessuno vuole una piattaforma bloccata o con una apple-tax su ogni applicazione sviluppata.

    Una volta che la nicchia di mercato di “in realtà non ho bisogno di un pc ma solo di un device” sarà satura, si assisterà a un ritorno di fiamma del pc in quanto piattaforma flessibile ed aperta e – ovviamente – facilmente connessa ai device.
    Spero solo che nel frattempo rimanga possibile per me comprare sistemi con interfacce pensate per schermi grandi, mouse e quoziente intellettivo superiore ai due anni (vedi orribile trend in lion esemplificato dalla scomparsa della scrollbar)…

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