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Kaizen, Kata, Bunkai e BarCamp?

Non sono mai stato un esperto di arti marziali, quello che però mi ha sempre affascinato di queste discipline è la necessità di viverle come uno strumento necessario al continuo miglioramento.

Un miglioramento necessario, negli anime a combattere il nemico più forte (la cosiddetta sindrome da DragonBall), ad affrontare i nuovi ostacoli che ci si pongono davanti con rinnovato vigore, non solo fisico ma soprattutto, psicologico.

Alcune pratiche di Extreme Programming riprendono questi concetti stravolgendoli, rimasticandoli e facendoli propri, ed ecco quindi che possiamo affermare che:

  • i Kata, o meglio i Code Kata, sono espressione di miglioramento attraverso il perfezionamento di quello che si conosce,
  • il Kaizen è la pratica di continuo accrescimento attraverso nuova conoscenza e riduzione degli sprechi
  • ed infine il Bunkai è lo strumento di comprensione del problema suddividendolo ed affrontandolo in ogni suo più piccolo aspetto (= TDD?).

L’esperienza del Code Kata su Javascript di Gabriele, durante il JavascriptCamp, ha fatto rinascere in me la voglia di combattere il cattivo più grosso. Ma non da solo, bensì insieme ad un piccolo Dojo di Geek, in quella che potrebbe essere una nuova forma di BarCamp più vicina al mio desiderio di accrescimento.

Ho deciso quindi che i prossimi BarCamp Kaizen Dojo (letteramente “luogo del miglioramento“) che organizzerò (o a cui parteciperò), dovranno essere sullo stile del JavascriptCamp. Eventi con pochi iscritti, ma molto attivi e propositivi al miglioramento che offriranno sia presentazioni che Code Kata.

Cibo per la mente e palestra per il cervello.

ciuaz

6 replies on “Kaizen, Kata, Bunkai e BarCamp?”

Ottima riflessione e atteggiamento soprattutto per quanto riguarda l’evento :)
Fu una riflessione simile che mi fece sviluppare la struttura chiusa e intensa di sci.bzaar.net

Ah! Bei tempi quando le arti marziali ti insegnavano solo a disossare la gente :P
Ovviamente post interessante (come l’equiparazione al TDD)

Eheheh! Sono vivo e vegeto… anzi, per ricordare la possenza della lingua italiana e relativa punteggiatura “Sono vivo. E vegeto” :)
Non so quando riuscirò a venire su.. è un periodo intricato.. poi se ci aggiungi che sto cambiando azienda..
Saluta tutti i patachini

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