Un’ora e passa di chiamata per decidere cosa portare avanti sui firmware dei sensori, distribuiti in due repository. Il tipo di riunione che chiunque abbia gestito progetti tecnici riconosce: qualcuno propone uno scenario, qualcun altro lo smonta, si esplora una terza via e, a un certo punto, verso la fine, si torna alla prima ipotesi con un vincolo nuovo che nessuno aveva in mente all’inizio. Alla fine le decisioni ci sono, e sono buone. Il problema è che sono sparse in un materiale che le contraddice.
Quello che resta in mano è una trascrizione. Materiale grezzo, prezioso e sporco allo stesso tempo, in cui la stessa questione compare tre volte, con tre esiti diversi, e solo l’ultimo conta.