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Oltre il prompt: un corso per costruire agenti AI, e per imparare a “interrogarli”

Arriva una mail. “Piccola aggiunta al portale, niente di complicato immagino.” La conoscete. Sembra un’ora di lavoro e ne nasconde dieci, e arriva sempre il lunedì mattina a sei settimane dal lancio. È da qui che parte il corso che sto per lanciare, perché è esattamente il punto in cui chi gestisce progetti oggi è tentato di girare la domanda a un’AI e accettare la prima risposta che torna indietro.

La maggior parte dei corsi su AI e project management promette di farvi delegare di più: prompt migliori, qualche scorciatoia, tempo risparmiato. Qui l’obiettivo è diverso. Si costruisce la macchina con le proprie mani, se ne capisce ogni strato, e si finisce la giornata mettendo in dubbio proprio l’output di cui si va più fieri.

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tecnologia

Come Claude Code lavora nelle grandi codebase

mmagina di assumere una persona molto in gamba e di lasciarla da sola dentro l’archivio di un’azienda enorme: stanze su stanze, faldoni ovunque, documenti di vent’anni fa accanto a quelli di stamattina. Quanto sarà brava non dipende solo da quanto è sveglia. Dipende soprattutto da come hai organizzato l’archivio, dai cartelli che hai appeso e dagli strumenti che le hai messo in mano.

È esattamente la situazione di Claude Code dentro una grande codebase. L’articolo originale raccoglie i pattern ricorrenti nelle aziende che lo usano bene su larga scala. Qui te lo racconto con parole semplici, esempi e qualche disegno.