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Il cappello non fa il monaco, né lo Scrum Master

De Bono insegna che il pensiero si veste, non si è. Scrum lo ha dimenticato, e i team ne pagano le conseguenze ogni sprint.

Francesco Fullone

Quando si definisce un OKR tattico ci sono diversi aspetti del lavoro da valutare simultaneamente: il valore per il cliente (l’outcome atteso), la fattibilità tecnica, il rischio strategico e le implicazioni organizzative. Così come quando si deve definire uno sprint backlog, ogni storia porta con sé dimensioni diverse: il “perché” del business, il “come” tecnico, il “quanto costa” in termini di effort, il “cosa potrebbe andare storto”.

Il problema è che tendiamo a fare tutto questo contemporaneamente, in un’unica conversazione dove tutti pensano su tutto, portando con sé tutto il rumore cognitivo che ne consegue. Edward De Bono aveva capito questo problema molto prima che il Manifesto Agile fosse scritto.