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Il paradosso del cervello aumentato

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in uno studio del MIT Media Lab che mi ha fatto venire un dubbio piuttosto scomodo. Kosmyna e colleghi hanno misurato l’attività cerebrale di 54 partecipanti mentre scrivevano saggi: chi con ChatGPT, chi con un motore di ricerca, chi solo con la propria testa. Il risultato? Il gruppo che usava LLM mostrava una connettività neurale fino al 55% inferiore rispetto al gruppo brain-only. E la cosa più inquietante: l’83% dei partecipanti LLM non riusciva a citare dai propri saggi appena scritti. Testi che avevano “prodotto” cinque minuti prima (non li riconoscevano come propri).

Ora, il paper è un preprint, non ancora peer-reviewed, campione ridotto, contesto geografico ristretto, un solo tipo di task. Gli autori stessi chiedono di non usare termini come “brain rot” o “dumb”. Ma il dato grezzo rimane lì e la domanda che mi sono fatto è quella che probabilmente vi state facendo anche voi: sto diventando più stupido?

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La matematica della compressione dei Prompt per LLM

Stavo facendo revisione degli esercizi per il mio libro sugli OKR. Varie run di esercizi da validare, ognuno con un prompt che descriveva contesto, obiettivi di apprendimento, vincoli, formato output. Prompt tra i 1.800 e 2.500 caratteri. Dopo la cinquantesima iterazione, Claude mi ha gentilmente informato che avevo finito i token della giornata.

Fastidioso? Sì. Ma soprattutto: era un segnale.