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Chromium su Fedora 11

Finalmente è stato messo a disposizione di noi Fedoriani convinti un repository con l’ultima versione, aggiornata quasi quotidianamente da svn, di Google Chrome, o Chromium per i puristi.

Per installare il browser in questione basterà creare un file chiamato chromium.repo in /etc/yum.repos.d/ ed inserire al suo interno il seguente codice:

[chromium]
name=Chromium Test Packages
baseurl=http://spot.fedorapeople.org/chromium/F$releasever/
enabled=1
gpgcheck=0

successivamente da shell eseguire:

yum install chromium

ed iniziare a godersi la navigazione.

Alternativamente potete scaricare i file RPM direttamente da http://spot.fedorapeople.org/chromium/.

Per ora Chromium è un po’ più instabile che su Ubuntu, ma avere un browser che usa 100Mb invece dei soliti 600-700Mb (a parità di tab) non ha prezzo!

ciuaz

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È arrivato il Google Browser!

google chrome, il browser di google
google chrome, il browser di google
Alla fine Google l’ha fatto. Ha realizzato il proprio browser, che si integra pienamente con i propri servizi e con un motore di rendering non basato su Gecko, su cui ha investito ed investirà fino al 2011.

Ma ha fatto, imho, anche di più. Ha infatti sviluppato una nuova piattaforma per il web prendendo il meglio da Firefox, Opera e Safari ed aggiungendo tutto il know-how acquisito con il “testGoogle Gear.

Chrome, questo il nome del browser-piattaforma, sulla carta (anzi sul fumetto) ha decisamente i numeri per scalzare tutta la concorrenza, anche se il nemico “dovrebbe” essere solo IE.

  • WebKit, l’unico progetto veramente degno di nota uscito da KDE (dai su lo sapete che sono un Gnome fanboy) e sfruttato commercialmente da Nokia ed Apple
  • Una virtual machine di JS (chiamata V8) studiata per essere performante e con un garbage collector degno di tal nome
  • Una UI con i controfiocchi, studiata per essere semplice da usare e potente allo stesso tempo (anche se prima vorrei testare di mia mano)
  • La completa separazione a livello thread di ogni tab/finestra, praticamente ogni oggetto lavora in una sua sandbox impedendo di far crashare tutta l’applicazione se un plugin, script o altro blocca un singolo tab. Senza contare che questo permette anche una maggiore sicurezza dei dati, bloccando sul nascere malaware che cercano di “sniffare” il contenuto di altre tab.
  • E soprattutto l’integrazione in ogni dove di google gear, rendendo il browser appunto una piattaforma di sviluppo di applicativi web based che possono gestire una propria basedati locale (in sqlite) e sincronizzarsi con l’esterno, e soprattutto con i servizi come Docs, Talk, Calendar e Gmail.

Chissà però se tutto questo non si risolva nell’ennesimo “browser da testare” per noi poveri sviluppatori…

ciauz