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Flussi e riflussi: la QA(gile) dei processi di sviluppo

Quality assurance, or QA for short, refers to a program for the systematic monitoring and evaluation of the various aspects of a project, service, or facility to ensure that standards of quality are being met.

fonte wikipedia

Sarà che sono sempre stato abbastanza sensibile all’argomento (vedi anche il mio ultimo talk al phpDay 2010) e che ho sempre pensato al mio lavoro su criteri molto simili a quelle citati nel craftsmanship manifesto, ma ultimamente (diciamo nell’ultimo anno) mi pare che sempre più persone (e personaggi) che vivono nell’enorme calderone del mondo agile/xp/dialetti-vari parlino di QA.

Il problema è che, imho, ognuno riporta la QA al proprio mondo dimenticandosi di tutte le altre sfaccettature e che spesso QA nel mondo agile venga intesa in termini di code coverage.

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Il problema del refactoring

Dare una stima dei costi per il refactoring di un progetto, senza prima averlo analizzato sarebbe come cercare di curare una malattia senza investire tempo e denaro in analisi mediche.

Fullo, mail a cliente anonimo

Sempre più spesso in Ideato ci arrivano richieste per riprogettare, rifattorizzare ed ottimizzare software già in produzione. Ovviamente chi chiede informazioni sui costi si ferma ad un misero «ma quanto mi costa?» senza però ascoltare le due/tre cose che sappiamo sull’argomento (mica ci abbiamo scritto un libro sul refactoring per hobby, no?).

Uno degli ultimi casi che mi è capitato riguarda la riprogettazione (a tutti i livelli, dall’UX alla sistemistica) di un portale da fare in partnership con altre aziende con cui stiamo lavorando già da tempo. Solo la fase di preventivazione di massima è costata a tutti parecchio tempo perchè, come al solito, non c’erano idee chiare da parte del cliente che è stato accompagnato mano nella mano in tutta l’attività.

Il quale, però, è ovviamente caduto dal pero vedendo che nel preventivo di analisi mancava la stima dei costi per il refactoring.

Ecco quindi spiegata la metafora che introduce questo post.

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SDD: Stage Driven Development

Si definisce Stage Driven Development, o SDD, quel processo di sviluppo, tipicamente estivo e delle PMI italiane, che usa stagisti, normalmente senza competenze ed esperienze sul campo, per creare software business critical che poi dovrà essere rifattorizzato, o nel peggiore dei casi riscritto sottocosto, «che abbiamo già investito ed il budget è poco», da fornitori terzi.

Giusto per riagganciarmi a quanto detto da Luca sull’argomento stage.

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di tutto un po' pensieri

8×1000

Come ogni anno ripropongo la mia personale campagna di sensibilizzazione all’8×1000, quest’anno con il video realizzato da DonZauker.

ciuaz

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pensieri

L’azienda che vorrei

  • L’azienda che vorrei dovrebbe mettere le persone davanti a tutto, renderle partecipi di come l’azienda sta andando e perchè.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe perseguire il profitto, non solo quello economico, ma anche sociale ed intellettuale.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe permettere ed invogliare la crescita personale, dando a chi lo vuole la possibilità di fare nuove esperienze, anche collaterali al lavoro svolto in ufficio.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe far si che i dipendenti abbiano assistenza e rimborsi per le spese mediche, perchè la loro salute è anche salute dell’azienda.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe dare spazio alle persone di dire la propria, proporre idee ed avere un piccolo budget per portarle avanti.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe fare della propria forza la traparenza e la consapevolezza che il cliente fa parte del team di sviluppo.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe rendere gli straordinari un evento straordinario, e non una consuetudine.
  • L’azienda che vorrei dovrebbe avere dipendenti che affermano che farsi oltre 40km per andare in ufficio tutte le mattine non pesano affatto.

Fortunatamente questa azienda la ho.

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eventi lifehack pensieri

Kaizen, Kata, Bunkai e BarCamp?

Non sono mai stato un esperto di arti marziali, quello che però mi ha sempre affascinato di queste discipline è la necessità di viverle come uno strumento necessario al continuo miglioramento.

Un miglioramento necessario, negli anime a combattere il nemico più forte (la cosiddetta sindrome da DragonBall), ad affrontare i nuovi ostacoli che ci si pongono davanti con rinnovato vigore, non solo fisico ma soprattutto, psicologico.

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di tutto un po' pensieri

Non date l’8 per mille alla chiesa.

Giusto per appoggiare il messaggio di Massimo:

Per maggiori informazioni fate un giro sul sito dell’UAAR

ciuaz

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eventi pensieri tecnologia

Social Software

Mentre preparavo le slide per il mini talk di 10 minuti al MiniCamp di domani mi sono riletto questo thread su FriendFeed fatto partire da Nicola. E mi sono accorto che tutti parlano di social software inteso come pura interazione di persone, mentre il sottoscritto ne ha una visione leggermente diversa (distorta?).

Nella categoria social software rientrano quei prodotti che permettono la socialità verso un gruppo ben definito di partecipanti. Che siano umani o meno.

Mi spiego meglio.

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lifehack pensieri php

Ideato, phpTest Fest e phpDay

testfest_big Ideato ha ufficialmente annunciato, prima per bocca di Francesco nella mailing list del GrUSP, e poi tramite un post del sottoscritto sul sito blog dell’azienda che parteciperà ufficialmente al phpTestFest.

Cos’è il phpTestFest? E’ essenzialmente una iniziativa che punta a migliorare la qualità del linguaggio introducendo dei test unitari sul funzionamento dello stesso. Questo porterà ad avere una test suite automatica che aiuterà gli sviluppatori durante lo sviluppo delle nuove versioni. Cosa veramente interessante è che per realizzare test non sarà necessario conoscere C, ma basterà avere nozioni di PHP per poter testare il linguaggio con se stesso.

Inoltre come azienda, nello spirito di comunità che pare mancare altrove, abbiamo deciso di accollarci parte delle spese del phpDay (oltre quelle di organizzazione) per venire incontro alla mancanza di sponsor di un certo calibro per l’evento.

Il phpDay necessita ad oggi di almeno altri due sponsor Gold, o di un Platinum, per riuscire a rientrare di tutte le spese ed offrire un rimborso decente ai relatori. Se avete dato un occhio alla scaletta della conferenza dovreste riuscire a capire come il GrUSP ha investito lo scarso budget proveniente dagli sponsor e dai biglietti e come ci piacerebbe nei prossimi anni continuare ad investirlo. Abbiamo però bisogno di un piccolo aiuto, vi chiedo quindi di spargere la voce a riguardo.

Giusto per curiosità.. vi siete iscritti al phpDay?!

ciuaz

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phpCon e phpDay: l’Italia non merita conferenze tecniche?

Avrò scritto e cancellato questo post una ventina di volte, considerandolo troppo provocatorio, più vicino ad un flame che ad uno sfogo. Il fatto è che l’ennesima mail disfattista sul costo del phpDay ha fatto decisamente traboccare il vaso della mia pazienza.