Alla fine il NAS, adatto alle mie esigenze, che ho cercato per anni è stato trovato e comprato. Si tratta del MyBook World Edition II della Western Digital, un gioiellino da 500Gb in Raid 1 (o alternativamente 1Tb in Raid 0) dotato di una porta Gigabit per massimizzare la velocità di trasferimento dei file. Il […]
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InfoSecurity e CenaSicura
Domani sarò tutto il giorno a Milano all’Infosecurity 2007, in serata invece andrò a mangiare qualcosa con Giovy, jTheo e gli altri alla cena sicura. Ancora non ho deciso che talk andare a vedere… suggerimenti? Se volete comunicare con me “Twitter is your friend” ;) ciauz
NAS casalinghi
Sta crescendo a dismisura l’offerta di NAS per uso casalingo, ne elencherò qualcuna giusto per soddisfare la curiosità dei geek più incalliti: Thecus NA4100 – NAS puro SATA con RAID 0,1 e 5 Yellow Machine, blackbox NAS con firewall, gateway e proxy Snap Server – diversi modelli per tutte le esigenze KuroBox – niente raid […]
TeraStation Linux Nas
TeraStation è un’interessantissimo NAS da 1 Terabyte con 4 porte USB per eventuali espansioni di hd in cascata e con funzionalità di print server. La cosa che però lo rende veramente interessante è che è basato su un sistema Linux Embedded facilmente hackabile secondo le proprie esigenze, sarà quindi possibile aggiungere l’accesso da una shell […]
I KPI che usi quotidianamente ti dicono se stai vincendo. Non ti dicono se il gioco è ancora quello che pensavi fosse. Su orizzonti medio-lunghi quella seconda informazione è quella che ti salva, e quasi nessuno la costruisce esplicitamente. Si chiamano sentinel metrics, e nascono dalle assunzioni che la tua strategia dà per scontate.
De Bono nel 1985 aveva già risolto un problema che Scrum non ha mai affrontato davvero: le persone difendono la propria identità di ruolo invece di esplorare prospettive diverse. I sei cappelli separano le modalità cognitive nel tempo — prima i dati, poi le emozioni, poi i rischi — invece di sovrapporre tutto in una sola conversazione caotica. Applicato a OKR setting e sprint planning, non è un esercizio soft: è governance cognitiva. Un team agile vero sa indossare e togliersi i cappelli a prescindere dal ruolo su Jira.
Nell’articolo sugli agenti disfunzionali ho descritto come ho dovuto introdurre dinamiche di adversarial verification tra agenti AI per ottenere qualità: verifica incrociata obbligatoria, challenge sistematiche, accountability sui falsi positivi. Quel metodo adesso è una skill open-source per Claude Code. Si chiama adversarial-verify, e applica Chain-of-Verification combinata con tre tecniche di audit avanzate su cinque domini. Il punto interessante non è la tecnologia: è cosa ci dice il fatto che abbia dovuto costruirla.
Stavo preparando un hackathon sul green software. Quello che doveva essere un esperimento veloce si è trasformato in quattro tool open source in cascata, ognuno estratto dal problema reale che il precedente aveva lasciato irrisolto. Il risultato: un CLAUDE.md come contratto tra developer e agente AI, una libreria TypeScript zero-dipendenze per misurare la Software Carbon Intensity, e un Agent Skill che audita il tuo progetto e ti dice esattamente dove stai sprecando byte — e carbonio.
TL;DR: Durante un workshop per costruire una ToC su sostenibilità digitale, mi è stata fatta una domanda molto intelligente: “E se cambia tutto?” La risposta non è nella precisione del piano, ma nel distinguere cosa non cambia mai (l’Impact) da cosa deve essere flessibile (tutto il resto). Gli unknown unknowns non si prevengono, si navigano.
TL;DR: Mi hanno chiesto un catalogo di corsi per la trasformazione aziendale. Gli ho dato una Theory of Change. Perché la formazione non è shopping, è costruire il futuro a ritroso.